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Pellegrinaggio al Santuario Madonna di Lourdes di Messina In evidenza

PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO MADONNA DI LOURDES - MESSINA

  DOMENICA 28 OTTOBRE 2018

 

Ore   7. 45

Partenza (Via De Amicis – Panificio Fiorenza)

 Ore 11. 00

Celebrazione della Santa Messa 

 Ore 12. 30

Visita del Santuario

 Ore 13. 00

Colazione a sacco

 

Nel pomeriggio visita alla città di Messina

Il rientro a Caltanissetta è previsto alle 20,00

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: € 15,00

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Don Rino Farruggio canta la santità di Don Puglisi In evidenza

Il lavoro a cura di don Rino Farruggio dedicato al Beato palermitano è statao presentato il 30 maggio nel nostro Seminario. Sacerdote della Diocesi di Ragusa, don Rino Farruggio è un musicista e autore. Il concerto, ad ingresso libero, è stato promosso dalla Diocesi in occasione del XXV del martirio di Don Pino.

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Francesco in Sicilia In evidenza

Il Vaticano ha reso noto il programma della visita in Sicilia di Papa Francesco in programma per sabato 15 settembre in occasione del 25mo anniversario della morte del Beato Pino Puglisi. Il Pontefice atterrerà alle 7,50 all’aeroporto di Catania-Fontanarossa (dove però, come hanno spiegato dalla Sala Stampa del Vaticano non sono previsti incontri o saluti). In elicottero Papa Bergoglio si recherà a Piazza Armerina dove, intorno alle 8,30 atterrerà nel Campo sportivo "San Ippolito". Il Papa sarà accolto dal vescovo di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana, dal prefetto di Enna Maria Rita Leonardi, e dal sindaco di Piazza Armerina Filippo Miroddi. Poi il trasferimento in auto a Piazza Europa. Alle 11.45 il Papa si trasferirà in elicottero a Palermo dove al Foro Italico dove celebrerà la messa per il Beato Pino Puglisi.

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Papa Francesco da don Tonino Bello In evidenza

Ci sono due «elementi centrali» per la vita cristiana: «il Pane eucaristico e la Parola». Lo ha ricordato il Papa in una omelia intessuta di citazioni di don Tonino. Infatti «senza di Lui, Pane di vita, ogni sforzo nella Chiesa è vano, come ricordava don Tonino Bello: "Non bastano le opere di carità, se manca la carità delle opere. Se manca l’amore da cui partono le opere, se manca la sorgente, se manca il punto di partenza che è l’Eucaristia, ogni impegno pastorale risulta solo una girandola di cose"».

«Vivere per», ha ribadito papa Francesco, «è il contrassegno di chi mangia questo Pane». È il «"marchio di fabbrica" del cristiano». E «si potrebbe esporre come avviso fuori di ogni chiesa». «Sarebbe bello - ha poi aggiunto a braccio rispetto al testo preparato - che in questa diocesi di don Tonino Bello ci fosse questo avviso in ogni chiesa e fosse letto da tutti».

Don Tonino, ha ricordato il Pontefice, «tra voi è stato un Vescovo-servo, un Pastore fattosi popolo, che davanti al Tabernacolo imparava a farsi mangiare dalla gente». Don Tonino «sognava una Chiesa affamata di Gesù e intollerante ad ogni mondanità, una Chiesa che "sa scorgere il corpo di Cristo nei tabernacoli scomodi della miseria, della sofferenza, della solitudine"». Perché, diceva, «"l’Eucarestia non sopporta la sedentarietà" e senza alzarsi da tavola resta "un sacramento incompiuto"».

Il «Pane di vita» è infatti anche «Pane di pace». E il Papa ha ricordato come don Tonino sosteneva che «la pace non viene quando uno si prende solo il suo pane e va a mangiarselo per conto suo». La pace «è qualche cosa di più: è convivialità». È «mangiare il pane insieme con gli altri, senza separarsi, mettersi a tavola tra persone diverse», dove «l’altro è un volto da scoprire, da contemplare, da accarezzare». Perché i conflitti e tutte le guerre «trovano la loro radice nella dissolvenza dei volti». E noi, che condividiamo questo Pane di unità e di pace, ha sottolineato il Pontefice «siamo chiamati ad amare ogni volto, a ricucire ogni strappo; ad essere, sempre e dovunque, costruttori di pace».

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